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Notizie Green dall'Italia
05.10.2017

Inquinamento atmosferico: in Italia l’aria più sporca d’Europa

In Italia abbiamo un triste e sporco primato: quello dell’aria più inquinata rispetto ai grandi paesi d’Europa. La sconfortante notizia sulla nostra situazione per quello che riguarda l’inquinamento atmosferico emerge dal rapporto "La sfida della qualità dell'aria nelle città italiane", presentato a Roma al Senato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, presieduta dall'ex ministro dell'Ambiente Edo Ronchi.
Secondo il citato rapporto il nostro Paese potrebbe subire addirittura 91.000 morti premature l'anno per inquinamento atmosferico, contro la stima di 86.000 della Germania, 54.000 della Francia, 50.000 del Regno Unito, 30.000 della Spagna (dati 2013). In Italia ci potrebbero essere quindi, nelle condizioni attuali, circa 1.500 morti all’anno per milione di abitanti a causa dell’inquinamento dell’aria; la media europea è di 1.000.
Le zone più a rischio in quanto particolarmente inquinate sono la Pianura Padana (in particolare intorno a Milano e tra Venezia e Padova), Napoli, il Frusinate e Roma. Inoltre per particolato e biossido di azoto, più della metà degli Stai membri (Italia compresa), è in procedura di infrazione.
Quali le principali cause dell’elevato inquinamento atmosferico? Viene specificato nel rapporto, anche se si tratta di fattori ben noti: le troppe auto private, e troppo vecchie, in circolazione, i trasporti pubblici insufficienti, la scarsa diffusione di veicoli elettrici e ibridi, le tante caldaie condominiali obsolete e inquinanti, l’uso eccessivo di legna e pellet. Il rapporto inoltre sottolinea anche un problema legato all'agricoltura, che produce troppa ammoniaca da concime e letame animali, ma anche contro un'industria che tutt’oggi ha limiti di emissioni troppo bassi.



Come fare allora, per perdere questo infelice primato sull’inquinamento atmosferico? La ricetta arriva dalla stessa Fondazione: in primo luogo una strategia nazionale che sostenga i Comuni, che devono farsi carico della qualità dell'aria, ma possono intervenire solo sul 40% delle fonti di inquinamento; puntare sulla prevenzione e non sull'emergenza e considerare tutti gli inquinanti, non solo la CO2; riduzione delle auto private, investimenti sul trasporto pubblico urbano, incentivi ai mezzi elettrici e ibridi, una vasta campagna di rinnovo degli impianti di riscaldamento, una riduzione dell'uso delle biomasse; introduzione in agricoltura delle tecniche già esistenti per ridurre le emissioni di ammoniaca e limiti più stringenti alle industrie. "L'Italia, se non cambierà rotta, non centrerà i nuovi target europei di riduzione dell'inquinamento atmosferico al 2030 - ha commentato nel corso del convegno Edo Ronchi. - E lo sviluppo della green economy in ambito urbano, ma non solo, è la soluzione più efficace per risolvere questa situazione". Ed ecco che la scelta di un mondo green, e di energia green, può aiutarci a salvare il pianeta, per noi e per le prossime generazioni.

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