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Il futuro dell’energia globale è green

Dal primo di gennaio 2017 i treni della compagni ferroviaria olandese NS funzionano interamente alimentati da energie pulite, 1.2 miliardi di kWh di elettricità prodotti interamente con l’eolico. L’India arriverà a soddisfare oltre il 57 % del proprio fabbisogno di elettricità con le fonti rinnovabili entro il 2027. Il governo di Nuova Delhi dopo la Conferenza sul Clima di Parigi del 2015 ha bloccato i progetti di nuove centrali a carbone. La compagnia petrolifera di bandiera norvegese Statoil ha appena abbandonato i progetti e gli investimenti nell’estrazione di combustibili fossili dalle sabbie bituminose nello stato canadese di Alberta e ha invece avviato un progetto per la realizzazione, a 30 chilometri al largo della costa atlantica statunitense, davanti alla città di New York, di un parco eolico da 1000 MW. Sarà costruita così la New York Wind Island, un’area dì quasi 300 chilometri quadrati per produrre energia con il vento per la Grande Mela. Tendenze inarrestabili di cui la politica deve prendere nota per disegnare la strategia energetica italiana, incardinata anche sulla prevenzione dei mutamenti del clima e delle alterazioni degli ecosistemi”. A tracciare il quadro della situazione globale, spingendosi a sostenere che le prossime generazioni ‘rottameranno i combustibili fossili, è (dalle pagine del quotidiano L’Unità) l’esperto di politiche ambientali Aldo Iacomelli.
A testimonianza della sua teoria, Iacomelli, cita Il caso USA, dove a una importante crescita economica non ha fatto seguito (per la prima volta) una crescita delle emissioni di gas serra che, anzi, stanno calando.
Un ulteriore importante spunto politico viene da Barack Obama, che in un articolo pubblicato su Science dal titolo “The irreversible momentum of clean energy”, spiega in modo chiaro ed argomentato perché il trend di sviluppo delle “energie pulite” sarà irreversibile. “In particolare – continua l’esperto – le emissioni di CO2 prodotte dal settore energetico negli Stati Uniti sono diminuite del 9,5% dal 2008 al 2015; mentre l’economia è cresciuta di oltre il 10%”. Secondo Bloomberg New Energy Finance, poi, il 2015 è stato un anno record per gli investimenti in energia pulita, e le fonti rinnovabili hanno attirato il doppio dei capitali globali investiti nei combustibili fossili.
Cambiando continente. Xi Jinping, presidente della Cina, ha deciso che le energie rinnovabili sono di interesse strategico nazionale per il suo paese, per ragioni di sicurezza energetica e per ridurre i rischi ambientali derivanti in primis dall’uso massiccio del carbone per la produzione di energia elettrica, che sta creando non poco malumore tra i cittadini che cominciano a prendere consapevolezza della necessità di tutele ambientali crescenti. Ragioni energetiche, economiche ed ambientali dunque andranno di pari passo nel futuro della Cina di Jinping.
Infine non va dimenticato che diversi studi (condotti da istituti come il tedesco Fraunhofer Institute e l’americana National Renewable Energy Laboratory) prevedono che già a partire dal 2025 il fotovoltaico sarà la fonte più conveniente sul Pianeta per produrre energia elettrica, ecco dunque perché, probabilmente, nell’ipotesi migliore, davvero i nostri figli non conosceranno più l’uso dei combustibili fossili.

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