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Efficienza energetica e buone abitudini: il risparmio può arrivare al 20%

Quanto incidono i nostri comportamenti, più o meno virtuosi, sull’efficienza energetica? Stando a quanto emerso dal primo report in Italia dedicato alla tematica, presentato al Ministero dello Sviluppo economico su “Cambiamento comportamentale ed efficienza energetica” promosso dagli Stati Generali Efficienza Energetica, i nostri atteggiamenti, assieme alle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, sono fondamentali.

“I programmi sul cambiamento comportamentale- ha spiegato Federico Testa, Presidente di Enea che ha promosso gli Stati Generali – stanno ricevendo sempre più attenzione sulla scena europea ed internazionale, perché ritenuti in grado di poter offrire opportunità finora inesplorate: da un lato strumenti di business e risparmi energetici significativi non considerati, e, dall’altro un beneficio ambientale tangibile e diffuso”.
Secondo i dati della UE e dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, infatti, le modifiche di comportamento che fanno crescere la domanda di efficienza energetica (quelli direttamente collegati all’uso ottimale delle tecnologie correnti o quelli più strettamente legati a un vero e proprio cambiamento culturale) potrebbero consentire un risparmio energetico dal 5 al 20%della spesa complessiva dei consumatori. E proprio all’interno del documento di consultazione pubblica sulla Strategia energetica nazionale le misure legate al cambiamento comportamentale e all’efficienza energetica assumono un ruolo centrale, così come si evidenzia nel decreto sui Certificati Bianchi.
Il report, realizzato sulla base di oltre 500 interviste rivolte a studenti universitari di tutt’Italia, si poneva “L’obiettivo di conoscere, tramite un questionario online le opinioni sul cambiamento climatico, la percezione del consumo di energia e la relativa controllabilità” ha spiegato il Presidente degli Stati Generali, Alessandro Ortis.
Circa il 68% degli intervistati ha risposto di ritenersi informato, ma ha sottolineato la necessità di sensibilizzare maggiormente il mondo universitario sulla tematica, con corsi obbligatori, seminari, eventi dedicati, attraverso il supporto di strumenti social e meccanismi di gioco e competizione (gamification) per promuovere comportamenti virtuosi.
Strategico anche il ruolo di app e social network, che contribuiscono a rendere virali le buone pratiche, coinvolgendo gli utenti e rendendoli parte attiva, un effetto domino che può essere amplificato dai leader energetici: infatti più del 75% dei partecipanti ha dichiarato di voler emulare i colleghi che si impegnano attivamente nel risparmio energetico.
Circa il 92% degli intervistati ritiene inoltre necessario ridurre i propri consumi e, allo stesso tempo, gli studenti vorrebbero impegnarsi ad aiutare l’università a risparmiare energia.

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